In attuazione della Ley Crea y Crece, il Real Decreto 238/2026 introduce in Spagna la fatturazione elettronica obbligatoria per le operazioni B2B con rilevanza territoriale spagnola, con un’applicazione progressiva in base al volume delle operazioni. Il sistema consente l’invio tramite piattaforme private interconnesse o tramite la soluzione pubblica SPFE, gestita dall’AEAT; chi utilizza piattaforme private deve inviare contestualmente alla SPFE una copia fedele della fattura in formato UBL, insieme agli aggiornamenti sul suo stato.
Il decreto è stato pubblicato nel BOE il 31 marzo 2026 ed è entrato in vigore il 20 aprile 2026.
Entrata in vigore dell’Orden ministerial, prevista dal progetto. Da questa data decorrono i termini successivi; il calendario sarà confermato con la pubblicazione definitiva nel BOE.
Obbligo di fatturazione elettronica per gli operatori con un volume di operazioni superiore a 8 milioni di euro nell’anno solare precedente. Per la prima verifica si considera il periodo d’imposta 2026.
L’obbligo si estende agli altri imprenditori e professionisti. Per le persone fisiche e gli enti in regime di attribuzione dei redditi con volume di operazioni fino a 8 milioni di euro, dal 1º ottobre 2029 è richiesta solo la comunicazione degli stati delle fatture e dei pagamenti.
Obblighi e formati
Obblighi
L’obbligo riguarda le operazioni B2B soggette alle regole spagnole di fatturazione, quando il destinatario ha in Spagna la sede, una stabile organizzazione o, in mancanza, il domicilio o la residenza abituale e l’operazione è destinata a tale struttura. Può quindi coinvolgere anche soggetti non residenti; il solo possesso di un NIF o di una partita IVA spagnola non è sufficiente.
Si applicano regole specifiche per l’autofatturazione, la fatturazione tramite terzi e i territori a regime speciale, tra cui Canarie, Ceuta, Melilla, Paesi Baschi e Navarra.
I termini di conservazione restano quelli ordinari: quattro anni ai fini tributari e sei anni ai fini commerciali. Nella SPFE i dati possono essere conservati per un massimo di dodici anni.
Le piattaforme private non devono conservare i dati in Spagna, ma devono rispettare il GDPR e garantirne la disponibilità all’impresa e all’Amministrazione. Per la conservazione fuori dallo Spazio economico europeo servono una decisione di adeguatezza o garanzie appropriate; se il fornitore è stabilito fuori dall’UE, occorre una comunicazione preventiva all’AEAT.
Formati
Il Real Decreto 238/2026 consente lo scambio tra piattaforme private, previo accordo tra le parti, in UBL, CII, EDIFACT o Facturae. La SPFE accetta invece solo UBL 2.5 conforme alla norma EN 16931: un PDF semplice non è una fattura elettronica valida.
Chi usa piattaforme private deve inviare alla SPFE una copia fedele strutturata in UBL e identificata come tale, con i dati della fattura originaria traducibili nel formato pubblico. Ogni fattura è identificata dal CIU, composto da NIF dell’emittente, serie e numero della fattura e data di emissione.
Le piattaforme private devono inoltre applicare la firma elettronica avanzata, garantire l’interconnessione gratuita entro un mese dalla richiesta e comunicare alla SPFE accettazioni, rifiuti commerciali e pagamenti effettivi, ai fini del monitoraggio dei tempi di pagamento.